Il metro
Un conoscente, tempo fa, mi fece una specie di giochetto (!). Lui era un commerciante di materiale edilizio ed io ero solito acquistare da lui. Stavo infatti costruendo il mio barbecue in giardino ed avevo bisogno di particolari pietre che lui vendeva ad un buon prezzo. Paolino, così si chiama, ha l’abitazione dentro il perimetro aziendale e quindi era facile, riuscire a farsi servire anche fuori orario.
Una Domenica mattina, mentre aspettavo di essere servito, cominciò a lamentarsi. Si lamentava del fatto che molte persone (come me), approfittando della sua bontà, andavano a disturbarlo anche nei suoi legittimi momenti di riposo e relax e diceva che quello non era un modo di condurre la propria esistenza. E chiedeva, è giusto vivere da protagonisti o da vittime? Così mi fece vedere quella cosa.
Prese in mano un metro, quei metri che di solito usano i muratori, quelli che si riavvolgono. Svolgendolo e allungandolo disse:
“Stai attento, guarda … quanto è la vita media di un uomo?”
Scrutandolo incuriosito risposi:
“Beh, la vita media, credo sui 65 anni”.
“65 anni … bene” ribadì annuendo, e tese il metro tenendolo, con due mani, tra l’inizio che indicava 0 e il punto che segnava 65, poi mi chiese:
“Quanti anni hai?”
“35” risposi.
“Allora, metti un dito sul 35” disse. Feci come indicato e lui continuò, indicando lo spazio che restava tra 35 e 65:
“Vedi? Vedi cosa ti resta? Hai solo queste possibilità, stai sprecando le tue opportunità o stai vivendo proprio come vorresti?”
Era Estate, Giugno forse, mi ricordo che ero in pantaloncini corti e maglietta. Ma lo stesso sentii un brivido freddo percorrermi tutto e diventai serio e profondamente triste all’istante. È stato davvero un trauma. Paolo fece una smorfia preoccupata, annuì e si girò, lasciandomi li consapevole che il suo giochetto aveva colpito nel vivo.
Spesso rivivo quei momenti, sono stati molto utili. È stato come uscire dal bozzolo, risvegliarmi, avere una nuova coscienza, capire finalmente, ha segnato l’inizio di una nuova consapevolezza.
Rimettere tutto in discussione proprio nel momento in cui il tuo percorso è diventato finalmente lineare, voltare pagina, fare punto e a capo, rimuovere i tuoi paletti, non è facile. Eppure è stato fatto, è stato fatto poiché c’era la consapevolezza che il mio modello di vita non era esattamente ciò che volevo ma era solamente ciò che gli altri volevano per me, ciò che il sistema voleva per me, era un “accontentarsi”, era un “accettare”, era uno “sperare”, ho cominciato a chiedermi se era giusto vivere vittima piuttosto che da protagonista!?
Questo episodio è avvenuto realmente, così come è stato riportato. Grazie Paolino.
Non farti travolgere dagli eventi, puoi avere la vita che vuoi. Ognuno ce la può fare.
Con tutta l’energia possibile, Giampaolo!
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