Gli inconsci
Gli incosci parlano tra loro, in qualche modo, deve essere così.
Mi spiego meglio, quando due persone comunicano tra loro (si parlano, si osservano, ostentano posture e atteggiamenti) le loro parti inconscie, indifferentemente da ciò che uno dice all’altro, capiscono bene se si sta mentendo, se quello che si dice è inquinato da secondi fini.
Mettiamo il caso che una persona stia mentendo al suo interlocutore, le sue parole affermano qualcosa mentre il suo atteggiamento e la sua postura ne dicono un’altra, forse non afferriamo subito l’inganno, o preferiamo non crederlo, ma gli inconsci si parlano. E a questo punto, a livello cosciente, si comincia a percepire un disagio, un senso di malessere, una sensazione spiacevole, un sospetto. Non capiamo bene cos’è, non sappiamo spiegarne il motivo, ma l’esperienza ci ha lasciato l’amaro in bocca, il nostro inconscio ci sta comunicando quello che ha percepito.
Dovremmo impararare a dar retta alle nostre sensazioni, ma speso non vogliamo credere a loro e preferiamo illuderci dando credito all’interlocutore di turno. Così facendo perdiamo progressivamente la capacità di valutazione su chi ci sta davanti, non riusciamo più a vedere l’inganno.
Altro aspetto, considerato quanto sopra: occorre stare attenti a come ci si propone, a quello che pensiamo segretamente di noi, alle nostre vere convinzioni, poichè è quello che stiamo inconsciamente trasmettendo e dicendo all’altro inconscio. Se per esempio abbiamo poca stima di noi stessi, l’altra persona magari a livello razionale e conscio non capisce e non sa il perchè, ma l’eserienza con te gli ha lasciato proprio la sensazione di aver parlato con uno che non merita stima.
La strada verso la realizzazione personale non passa attraverso l’inganno, e sicuramente deve raggiungere le tappe della crescita e della dell’autostima.
Tanto benessere per tutti, Giampaolo
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